Como , 01 ottobre 2018   |  

Villa Gallia a Como convegno dedicato all'Ictus

Venerdì 5 e sabato 6 Ottobre, si svolgerà a Como, a Villa Gallia, un importante convegno dedicato all'ictus organizzato dall'Asst Lariana. L'evento, di cui è responsabile scientifico Simone Vidale, neurologo dell'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia, si intitola "I trattamenti invasivi nell’ictus ischemico: indicazioni e controversie".

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il convegno si aprirà alle ore 13.30 con i saluti istituzionali e l'introduzione al corso con la presenza di Simone Vidale, Maria Rita Livio - presidente Amministrazione Provinciale di Como, Mario Landriscina, sindaco del Comune di Como, Giulio Carcano, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia Università dell’Insubria, Angelo Taborelli, Presidente SNO, Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi di Como, e Fabio Banfi, direttore sanitario dell'Asst Lariana.

Il convegno ospiterà relatori provenienti dalle più importanti realtà sanitarie italiane e internazionali. Venerdì gli esperti affronteranno il tema della selezione del paziente e del centro di riferimento per la trombectomia meccanica oltre che i criteri di eleggibilità per il trattamento endovascolare. Sabato 6 ottobre (8.45-12.30) la seconda sessione approfondirà la craniectomia decompressiva, mentre la terza presenterà un focus sulla pervietà del forame ovale (PFO).

«L’ictus cerebrale ischemico - spiega il neurologo Vidale - è la prima causa di disabilità nell’età adulta. In Italia si registrano oltre 150.000 casi all’anno. Si tratta di una patologia tempo-dipendente poiché può beneficiare di trattamenti che, se somministrati o applicati nelle fasi acute, permettono di ridurre il grado di disabilità in esiti. In particolare, ad oggi, il trattamento trombolitico sistemico o endovenoso riconosce una sempre più ampia applicazione nelle strutture in tutto il Paese. Negli ultimi anni, tuttavia, le indicazioni per il trattamento acuto si sono ampliate, evidenziando il beneficio clinico nella applicazione di procedure interventistiche con la rimozione del trombo dalle arterie cerebrali. Tuttavia, essendo interventi ad alta complessità, tali procedure posso essere effettuate solo in centri che abbiano competenze e risorse per poterle sostenere. Da qui la necessità di una profonda riforma del sistema organizzativo sanitario che deve basarsi sulla stretta integrazione tra strutture di primo e secondo livello, secondo un possibile modello definito “Hub & Spoke”. Per tali motivi - prosegue -, gli sforzi in termini di programmazione sanitaria dovranno tenere conto di tali indicazioni e sviluppare sul territorio nazionale una rete integrata e complementare di centri atti a rispondere allo sviluppo di tali trattamenti in acuto.»

Le procedure ad alta complessità non si limitano alla primissima fase terapeutica per l’ictus cerebrale, ma si possono impiegare anche nelle fasi subacute sia in termini di “salvavita” che preventivi. È il caso, ad esempio, della craniectomia decompressiva in caso di sviluppo della sindrome maligna della arteria cerebrale media, condizione ad altissimo rischio di mortalità e che richiede un rapido intervento chirurgico.

Nel campo della prevenzione, invece, sempre maggiori evidenze emergono dal beneficio della chiusura del Forame Ovale Pervio, soprattutto nelle forme criptogeniche di ictus cerebrale ischemico.

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