Como, 10 aprile 2019   |  

Como la Polizia di Stato celebra 167 anni

Stamane, mercoledì 10 Aprile, nel capoluogo comasco si è svolta la cerimonia per ricordare l'anniversario della fondazione della Polizia di Stato

Sono stati resi noti, stamane mercoledì 10 Aprile, in occasione della celebrazione dei 167 anni della Polizia di Stato i dati, sul fronte della lotta ai delitti più gravi (che maggiormente dovrebbero allarmare i cittadini) serviranno anche come stimolo all’opera di prevenzione e repressione che caratterizzerà l’azione della Polizia di Stato nell’anno in corso. L’importanza delle statistiche, infatti, non deve sviare da questo obiettivo perché anche solo un reato che colpisce una sola persona deve essere oggetto di massimo impegno.

Tuttavia, a dispetto delle statistiche che registrano nell’ultimo decennio, anche a livello nazionale, un più basso tasso di reati, molti cittadini hanno la percezione, magari in base a pregiudizi o a una scarsa informazione critica, di vivere in un contesto sociale aggressivo e insicuro. Ho l’impressione che la sicurezza oramai sia misurata solamente con criteri della prossimità e controllo del territorio. Un gap, quello tra realtà e percezione, determinato però non solo dalle ben giustificate e legittime preoccupazioni dei cittadini, ma anche dall’illusione di un’utopistica sicurezza assoluta della realtà a reati zero.

La sicurezza (dal latino senza-preoccupazione) che da sempre è in cima ai valori e all’interesse dell’uomo, è anche un concetto onnicomprensivo che abbraccia tutti gli aspetti della vita.

È quella precondizione essenziale che si pone alla base di tutte le attività umane, sia dal punto di vista sociale, sia da quello economico e culturale. Infatti, si parla di sicurezza nei luoghi di lavoro, di sicurezza igienico sanitaria, dell’ecosistema, dell’urbanistica e dell’edilizia, dei trasporti e delle infrastrutture, dei prodotti di uso comune, dei sistemi informatici e delle cosiddette infrastrutture critiche.

Forse proprio per questo la forbice tra sicurezza statisticamente rilevata e percepita a volte è fin troppa aperta, perché sconta l’influenza di altri fattori: il degrado urbano, il cortocircuito formativo-educativo della famiglia (crimini domestici), il cuore turbato degli adolescenti nell’era digitale (bullismo e cyberbullismo) e di un'informazione che purtroppo a volte molla le redini del buon senso per abbandonarsi al senso comune.

Tuttavia il nostro obiettivo, la sfida che sentiamo di accettare, rimane quella di misurare il quantum di sicurezza erogata non solamente osservando l’andamento degli indici della delittuosità, ma tenendo conto altresì del livello di percezione avvertito sia dai singoli che dalla collettività.

La Polizia di Stato, infatti, si fa interprete delle preoccupazioni dei cittadini e si sente chiamata a una sempre maggiore attenzione, a un maggiore impegno e una più qualificata presenza. Ecco perché, come sono solito dire, per me diventa prioritario riconoscere l’importanza del fattore umano, delle donne e degli uomini della Polizia di Stato di Como.

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