Como, 18 maggio 2018   |  
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Ora anche i vescovi dicono: “Aiutiamoli a casa loro”

di Alberto Comuzzi

Nel nuovo documento della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei, “Comunità accoglienti, uscire dalla paura”, si sostiene che «il primo diritto è quello di non dover essere costretti a lasciare la propria terra».

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In occasione del 25° anniversario del documento “Ero forestiero e mi avete ospitato”, la Commissione episcopale per le migrazioni della Conferenza episcopale italiana esce ora con il nuovo documento “Comunità accoglienti, uscire dalla paura” (che riportiamo integralmente qui sotto), in cui, in modo piuttosto esplicito, si conferma che il tanto criticato “aiutiamoli a casa loro” ha qualche ragione per essere preso in considerazione.

Naturalmente i commenti di tutta la stampa italiana – chi, in modo indulgente e pacato, chi, con toni, severi e, in qualche caso, addirittura sarcastici – hanno sottolineato la “conversione” dei Vescovi sulla linea di quelle forze politiche (Lega e Fratelli d'Italia) che, da sempre, sostengono l'inefficacia e il pericolo di un'accoglienza incontrollata d'immigrati.

Di fatto ora i Vescovi sottolineano «che il primo diritto è quello di non dover essere costretti a lasciare la propria terra. Per questo appare ancora più urgente impegnarsi anche nei Paesi di origine dei migranti, per porre rimedio ad alcuni dei fattori che ne motivano la partenza e per ridurre la forte disuguaglianza economica e sociale oggi esistente».

La Cei poi ammette che «nell'accoglienza esistono dei limiti che non sono dettati dall’egoismo, dall’individualismo di chi si rinchiude nel proprio benessere, da una economia e da una politica che non riconosce la persona nella sua integralità, ma sono imposti da una reale possibilità di offrire condizioni abitative, di lavoro e di vita dignitose».

I Vescovi giustificano poi taluni atteggiamenti ostili al complesso fenomeno migratorio spiegando di essere «consapevoli che il periodo di crisi che sta ancora attraversando il nostro Paese rende più difficile l’accoglienza, perché l’altro è visto come un concorrente e non come un’opportunità per un rinnovamento sociale e spirituale e una risorsa per la stessa crescita del Paese».

È un dato di fatto che la Cei consideri ora “aiutiamoli a casa loro” non più uno slogan, ma un progetto realizzabile, se sostenuto da un'adeguata politica. C'è una casistica infinita di opere svolte da missionari cattolici che stanno a dimostrare come sia possibile promuovere umanamente (e spiritualmente) intere comunità nei luoghi più impervi di tutti i continenti.

Il fenomeno migratorio, come sostiene l' Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, interessa circa 280 milioni di persone su una popolazione mondiale che ormai sfiora i 7 miliardi e mezzo. Ebbene tra le nazioni che producono emigrazione troviamo l'India (16 milioni di emigrati), il Messico (12 milioni), la Russia e l'Ucraina (17 milioni), la Cina (10 milioni), il Bangladesh (7 milioni), il Pakistan (6 milioni) e la Siria (5 milioni).

Dei 54 Paesi africani quelli con maggior numero d'emigranti, quasi tutti verso l'Europa e gli Stati Uniti, sono: Somalia, Eritrea, Gambia, Burundi, Guinea, Costa d'Avorio, Nigeria, Ciad, Camerun, Niger, Egitto, Tunisia e, recentemente, Libia.

Se escludiamo la Russia dove il cristianesimo è stato a lungo perseguitato e il Messico – dove l'annichilimento della religione cattolica ha origini che risalgono al presidente massone Plutarco Elías (1877 -1945) e dove, negli ultimi 10 anni, gli omicidi sono cresciuti del 275 per cento, con 28 preti assassinati, 1.520 casi di estorsione, 3.220 chiese profanate –, i Paesi di forte emigrazione sono tutti di religione musulmana, induista e animista.

È un dato di fatto oggettivo: gli Stati le cui istituzioni sono permeate da valori giudaico-cristiani garantiscono qualità di vita elevati e tali da attrarre forti flussi migratori. Concezioni dell'uomo e quindi filosofie di vita non sono tutte uguali. Antico e Nuovo Testamento hanno generato sistemi sociali, economici e politici molto diversi da quelli ispirati al Corano e ai testi sacri dell'Induismo e del Buddhismo. Sono verità sotto gli occhi di tutti, ma per il quieto vivere non se ne parla.

Affermare che Gesù Cristo è l'unica vera risposta a tutti i perché e le attese del mondo sembra diventata una bestemmia e, ciò che stupisce, persino tra gli uomini di Chiesa.

 

download pdf Il documento integrale dell Commissione episcopale per le migrazioni della Cei

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