Milano , 09 maggio 2018   |  

All' Università Cattolica un convegno storico su Papa Paolo VI

di Donatella Salambat

Mercoledì 9 e giovedì 10 Maggio nell'ateneo milanese di Largo Gemelli ricordata la figura di Giovanni Battista Montini a quarant'anni dalla morte e in prossimità della sua canonizzazione. Gli interventi del segretario di Stato, cardinale Piero Parolin e dell'arcivescovo di Milano, Mario Delpini.

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Cardinale Pietro Parolin - Segretario di Stato Vaticano

È il 6 Agosto 1978 quando Papa Paolo VI, nato Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini muore a Castel Gandolofo all'età di 81anni (era nato il 27 Settembre 1897 a Concesio – Brescia). A quarant'anni dalla sua morte l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dedica un convegno storico dal titolo “Papa Paolo VI e il Vangelo nel mondo contemporaneo” , promosso dalla Facoltà di Lettere e Filosofia del Dipartimento di Storia, Archeologia e Sotria dell'Arte ed in previsione del processo di canonizzazione che Papa Francesco annuncerà nel prossimo Concistoro del 19 Maggio.

Il convegno sulla figura di Papa Paolo VI si tiene nei giorni 9 e 10 Maggio nell'Ateneo milanese e vede la partecipazione, tra gli altri, del segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin e dell'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.

Stamane, mercoledì 9 Maggio, ad introdurre i lavori del convegno, nell'auditorium Pio XI, è stato il rettore dell'Università Cattolica, Franco Anelli.

Atteso da un folto pubblico di studenti e presbiteri l'intervento del segretario di Stato Parolin, che ha subito ricordato di aver avuto occasione di avvicinare Papa Paolo VI in occasione di un pellegrinaggio dell' Azione Cattolica a Roma nel 1966. Non ho avuto altre occasioni di rivederlo, ha poi precisato, ma ho sempre ritenuto Paolo VI un maestro che ha molto influito negli anni della mia formazione al presbiterato. Il Segretario di Stato ha poi accennato agli anni Settanta, quelli della contestazione studentesca che permeò le università del Paese e tra quelle anche l'Università Cattolica; «anni turbolenti», così li ha definiti Parolin, «anche nel Seminario di Vicenza, dove studiavo».

Il Cardinale ricorda che Paolo VI era – ed è – una figura alla quale si è sempre ispirato nel suo servizio alla Chiesa. Nel suo intervento, il Segretario di Stato ha avvicinato la figura di Papa Paolo VI a quella di Papa Francesco. Parolin, con semplici parole, ha messo ben in luce il legame esistente tra Vangelo, pace e diplomazia. Acuta la sua precisazione: «il Vangelo parla a tutti gli uomini. L'annucio di pace non è quello di una pace negoziata, ma la convinzione che l'unità dello Spirito armonizza tutte le diversità riuscendo a superare qualsiasi conflitto». Altro passaggio puntuale di Parolin, per spiegare la consistenza del pensiero di Paolo VI, è il richiamo al fatto che «Montini si rese conto prima di altri di una verità fondamentale: che “il processo di globalizzazione stava rendendo sempre più interdipendenti i destini delle diverse aree del mondo. Un mondo che stava diventando sempre più connesso, così come è oggi e rendeva ancor più cruciale il compito fondamentale della diplomazia.

Giovanni Montini era un Papa che parlava di pace. Fin quando in ogni angolo del mondo esiste ingiustizia, la dignità dell'uomo è messa a rischio; la pace è continuamente messa in discussione ed ecco che l'evangelizzazione non può considerarsi completa se non si considerano anche questi temi che sono oggi sempre più attuali».

L'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, nel suo brevissimo intervento, ha sottolineato come la canonizzazione di Papa Paolo VI sia un evento di grande rilevanza e di sentirsi schiacciato dal peso di predecessori di tale straordinaria statura spirituale e culturale (Montini era stato arcivescovo di Milano dal 1954 al 1963). «Preferisco sentire i diversi arcivescovi che mi hanno preceduto sulla cattedra di Ambrogio», ha aggiunto, «come confratelli che, nella comunione dei santi, continuano ad amare questa Chiesa e a pregare perché sia bella e sia lieta. Montini è un esempio, una spinta a perseverare nella missione di evangelizzazione con quella docilità semplice e fiduciosa di chi sente la comunione dei Santi come il contesto in cui vive».

Il convegno prosegue domani 10 Maggio con altri studiosi: Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri; monsignor Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” di Roma; Agostino Giovagnoli; Giorgio Del Zanna, storico, docente dell'Università Cattolica; Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio; monsignor Carlos Galli dell'Università Cattolica di Buenos Aires.

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